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Tora! Tora!: la compilation che racconta il 2001 (quando un’altra musica era possibile)

Dierredivi

Apr 15, 2026

Ricordando una rassegna musicale (Tora! Tora!), una compilation uscita con un mensile (Tutto) e lo spirito dei tempi d’inizio millennio.

Sarà che avevo 14 anni e a 14 anni hai tutta la vita davanti.

Sarà anche il bias cognitivo del tempo che passa, e da allora è passato un fottutissimo quarto di secolo.

Ma nel 2001 la musica era più musica e un altro mondo era possibile, in quell’estate che avrebbe anticipato ben noti eventi.

Non c’era la trap a colonizzare le classifiche, né il rap mainstream di questi anni ’20 – tutto un po’ uguale, tutto un po’ tarantelloso.

La classifica del 2001, tutta pop e musica latinoamericana

Ma andiamola a vedere, la classifica di quello zero uno.

Una classifica da tuffo al cuore, una classifica clamorosamente ingenua – tutta pop e suoni latinoamericani (con Vasco Rossi come unica eccezione, quantomeno nella top 10).

Al primo posto c’è Noelia, con Candela, seguita da Tiziano Ferro, con la sua prima grande hit – Perdono.

Sul gradino più basso del podio e al quarto posto due ulteriori one-hit wonder come la nostra Valeria Rossi (con le sue ben note Tre Parole – sole cuore e amore: che tempi leggeri quelli di inizio millennio) e Marcela Morelo (con Para Toda La Vida).

Poi Kylie Minogue (che con Can’t Get You Out Of My Head mi ha consentito di regalarmi copiosi momenti di autoerotismo ben assortito), Giorgia (con Di Sole E D’azzurro), Paola & Chiara (anche loro ben erotiche con Fino alla Fine), Blasco (con Siamo Soli), Zucchero (con Baila – perché anche un artista emiliano per avere successo ad inizio millennio deve usare l’iberico idioma) e infine al posto numero dieci Manu Chao, con Me Gustas Tu, per una spruzzata no global / alternativa.

E poi c’era l’indie (e Tora! Tora! e il pogo e l’erba e il sudore)

E poi c’era l’indie, fuori dalle classifiche.

L’indie prima che l’indie diventasse Calcutta et similia, roba commerciale ma comunque simpatica (e che ci ha comunque insegnato tanto – non avremmo mai capito da noi che la Tachipirina 500 se ne prendi due, diventa mille).

C’era l’indie davvero indipendente, quello da canali alternativi – da TMC2, per intenderci.

Perché ai tempi internet era per pochi e comunque per limiti tecnici non consentiva di fruire di contenuti come oggi – niente user generated content, ma niente contenuti pesanti in generale.

Magari, con l’internet di oggi, con YouTube e Spotify, forse anche l’indie di allora – prima dell’indie dei grandi numeri sul web – avrebbe ottenuto ben altri numeri, così come probabilmente ben altri numeri avrebbero ottenuto i rapper degli albori, di quando la nuova scuola erano i Club Dogo (con Mi Fist che uscirà nel 2004, ricordiamo).

Ma torniamo a quando l’indie era indiependente.

E Tutto, rivista della Mondadori dedicata alla musica e nata come spin off di Tv Sorrisi e Canzoni, fa uscire con il numero di giugno un CD musicale con in copertina un samurai stilizzato armato di katana.

È Tora! Tora! Compilation – 11 brani oltre 40 minuti di musica, ci ricordano in copertina – una summa della musica alternativa dei tempi, con qualche mergente e ad aprire e chiudere i mostri sacri dei tempi, i Bluevertigo (quando Morgan non era noto alle cronache mainstream), i Subsonica, gli Afterhours (quando Manuel Agnelli non si era piegato ai talent).

Erano gli anni dei concerti senza telefoni telefonini. Solo pogo e odore acre di erba e di sudore.

In quella stessa estate, io andavo al mio primo concerto in solitaria – il concerto del decimo della succitata classifica – quel Manu Chao che nella mia Catania saliva sul palco con ore di ritardo perché non aveva certezze sul suo cachet, o così le malelingue avrebbero detto.

L’Assenzio – Bluvertigo
Aurora Sogna – Subsonica
Prima Di Addormentarmi – Mao
Goccia – Cristina Donà
Luna Cool – Monovox
Liquidi (Radio Edit) – Modho
Ricominciamo Adesso – Andrea Ra
Contatti – Francesco-C

Conga Milonga – Mau Mau
Don’t Think, Love – Soerba
La Sinfonia Dei Topi – Afterhours

Non che la musica non commerciale valga di più di quella commerciale, la musica è musica e deve semplicemente piacere; ma io sono uno di quelli che crede che se siamo in pochi a conoscere qualcosa, quel qualcosa abbia un valore maggiore – perché è come fare parte di una sorta di club.

Come avere internet a quei tempi.

E così Tora! Tora! Compilation è un tuffo al cuore, ai pomeriggio passati davanti videoclip in heavy rotation, a crogiolarci nella noia.

E forse anche quella musica era un po’ tutta uguale, solo che era tutto quello che avevamo e anche una semplice compilation in regalo con una rivista diventava cult, da ascoltare e riascoltare all’infinito.

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