In questi ultimi anni si parla spesso di relazioni tossiche, rapporti disfunzionali e manipolazione affettiva. Ma di cosa si tratta? E’ un concetto che ancora oggi appare ricco di punti oscuri e disiformazione, e spesso le persone non si accorgono nemmeno di essere incappati in un rapporto tossico con un partner, amico o parente manipolativo, addosandosi tutte le colpe. Spesso non si rendono conto dei vari segnali e campanelli d’allarme a cui prestare attenzione per fuggire via e tendono a giustificare ogni tipo di comportamento anche se porta inevitabilemente a conseguenze sulla salute psicologica. Allora chi è il manipolatore affettivo, come riconoscerlo e come difendersi?
Chi è il manipolatore affettivo?
Il manipolatore affettivo può essere una persona con cui si vive una relazione amorosa, un’amicizia, un legame di parentela e anche un rapporto lavorativo. Si tratta di una persona narcisista con contratti marcatamente narcisistici e manipolativi che esercita controllo sulle vittime (spesso empatiche) al fine di ottenere autostima, proteggere l’immagine di sé, facendo leva sulle emozioni dell’altro.
Spesso è una persona parzialmente o totalmente priva di empatia, incapace di mettersi nei panni dell’altro e senza scrupoli. Quindi, per questo motivo tenta una forma di violenza psicologica sull’altro, sperimentando una vera e propria mania di controllo, tanto che in primo luogo, tenta di controllare se stesso. Infatti, chiude spesso la porta ai sentimenti per non cedere in balìa dell’altra persona, costruendo una relazione malsana, disfunzionale rendendo l’altro dipendente. La vittima ideale del manipolatore è spesso dipendente affettivo, empatico, fortemente insicuro e con una bassa stima di sé.
Non sempre però il manipolatore affettivo è narcisista, spesso si tratta di una persona che tende ad avere in parte atteggiamenti manipolativi e passivo-aggressivi. Possono essere comportamenti che attua in maniera saltuaria in qualche ambito, tra cui relazioni sentimentali. E’ importante però capire queste modalità comportamentali, reiterate nel tempo, possono rivelarsi estremamente dannose per la salute mentale di chi le subisce, con forti ripercussioni anche su autostima e serenità personale.
Quali sono i comportamenti manipolativi da prestare attenzione?
Se la persona tende spesso a fare leva sul senso di colpa dell’altro, servendosi dei sui punti deboli e senza alcun tipo di rimorso e chiedere scusa allora è possibile che si tratti di manipolatore affettivo. Lo scopo del manipolatore è infatti potere e controllo, ritenuti gli unici mezzi efficaci a proteggere l’individuo dal sentirsi vulnerabile.
Un altro campanello d’allarme è addossare l’altro di colpe inesistenti, fare projection (mediante il quale chi manipola annienta i propri difetti attribuendoli agli altri), attuare gaslighiting (facendo dubitare la vittima di sé stessa e della sua sanità mentale, inventadosi fatti mai accaduti oppure nega fatti raccontati dalla vittima stessa). Inoltre è spesso molto bugiarda e non ha alcuno scrupolo a porre dei ricatti o false promesse alla vittima.
Può attuare trattamento hot and cold, mettendo in atto attenzioni e mostrandosi disponibile alla persona per poi dimostrandosi freddo e distaccato, senza un apparente ragione. Non solo: una persona manipolativa può servirsi con il silenzio punitivo la vittima, al fine di farla sentire fortemente in colpa o per ottenere immediatamente attenzioni.
Come difendersi?
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